07
feb
10

adesso ho le ali!

…o meglio, ho l’ala, perché è una sola, ma per il parapendio va bene così!

Trattasi di una UP Makalu2, una vela DHV1-2 facilmente fruibile anche da principianti, ha dei bei colori sgargini simili a quelli della foto sopra, ed in più ha anche le mie iniziali stampate sopra :D

Purtroppo oggi non ho potuto provarla, per via del vento troppo forte da nord che avrebbe impedito il decollo, mi sono limitato a vederla gonfiata dal vento e sono comunque soddisfatto di averla in casa :)

È un puro caso, ma anche la mia prima vela da windsurf è stata una UP sails!

30
gen
10

Volo Libero, Software Libero!

Un micro-post per annunciare che, come avevo anticipato nel mio articolo precedente, Ondřej Palkovský, l’autore di GiPSy, ha mantenuto la parola data ed ha rilasciato il codice sorgente della sua applicazione, eccettuata una certa chiave di crittografia necessaria per generare i g-records, qualunque cosa siano…

Il codice è disponibile QUI, se siete in grado di farlo, correte a dare una mano! Soprattutto all’inizio qualche  incoraggiamento è indispensabile!

27
gen
10

tra 100 metri, vira a sinistra!

In un mio precedente post ho accennato all’uso improprio che sto facendo del TomTom per il tracciamento dei miei voli in parapendio.
Nel (remoto) caso che qualcuno voglia imitarmi, riporto le modifiche che ho apportato al dispositivo per adattarlo allo scopo.

Disclaimer obbligatorio

Le procedure descritte qui sotto sono state applicate al mio TomTom One v3, molto probabilmente funzionano anche su altri dispositivi ma può darsi anche di no.
Consiglio di effettuare le operazioni solo a chi è abbastanza esperto della struttura e del funzionamento del TomTom e di Linux in generale.
Non assumo responsabilità alcuna nel caso il vostro dispositivo si trasformi magicamente in un fermacarte, o perdiate dati importanti o la strada di casa o addirittura la vita perché invece di pensare pilotare il parapendio stavate aggeggiando col TomTom e vi siete schiantati.
Volate sempre col casco allacciato ed il paracadute d’emergenza ben revisionato.
Fate sempre non uno ma due backup completi di tutto il contenuto della memoria dell’apparecchio prima di fare qualsiasi modifica.
Non venite a rompere le scatole a me se avete fatto qualcosa che non eravate in grado di fare e adesso non sapete tornare indietro.
Sapevatelo!

TrackLogging

Innanzi tutto, per registrare dei tracciati c’è bisogno di un software apposito; tra i vari disponibili, la mia scelta è caduta su TTTracklog per la sua semplicità e per il fatto che possa convertire direttamente i dati NMEA rilevati in file gpx.

L’installazione è molto semplice, si tratta di decomprimere l’archivio scaricato, entrare nella cartella così ottenuta e copiarne tutto il contenuto nella radice del TomTom.
Consiglio vivamente l’analoga installazione del pacchetto degli extra, che aggiunge nel menu i pulsanti per l’attivazione e lo spegnimento del tracklogger, altrimenti ad averlo sempre attivo ci si ritrova con una marea di dati inutili e la memoria flash piena.
Installando gli extra viene chiesto di sovrascrivere un paio di file installati con TTTracklog: si può tranquillamente farlo come ignorarlo, i file sono leggermente diversi, ma si equivalgono nel contenuto.

Delle varie personalizzazioni possibili, ho aggiunto al file TTTracklog-wrapper (nella cartella /bin) solo le opzioni:

-i -gi2

che dicono al programma di non produrre file .itn (inutili per il volo) e di registrare un punto ogni due secondi, invece del valore predefinito di un secondo, per limitare la dimensione dei file.

Una volta attivato, il programma comincia a salvare i dati rilevati in un file nmea-yyyy-mm-dd.log nella cartella statdata, quando viene disattivato salva anche un file yyyy-mm-dd.gpx (che è quello che ci servirà) nella stessa cartella ed un file yyyy-mm-dd-TTTracklog.txt nella cartella text.


Aumentare la durata della batteria

Un grosso inconveniente di questo uso improprio del TomTom è che, non disponendo di una presa per l’accendisigari, dobbiamo affidarci unicamente all’autonomia della batteria interna, che spesso e volentieri non supera i 40 minuti.
Mentre per i miei voli attuali tale autonomia è ampiamente sufficiente, la speranza è che andando avanti non basti più, quindi bisogna trovare un modo di prolungarla.
Il ricevitore GPS di per sé non consuma molto, l aparte più affamata di energia del TomTom è senz’altro lo schermo, ma dato che lo terremo in tasca, perchè non spegnerlo?

Ci viene in aiuto l’applicazione Blackout di Joghurt, un teutonico appassionato di Linux e Tomtom.
L’installazione è stata resa più facile per gli utenti di windows, poverini, che possono disporre di TomTomHome, e per contro è stata resa un pelo più complicata per noi Pinguini, ma mica ci fermeremo davanti ad un semplice comando da dare nel terminale? :D
Dallo zip scaricato dal sito del teutonico, si ignori bellamente il file .toc e si estragga solamente il .cab, dal quale poi si estrae il contenuto vero e proprio con  un comando analogo a questo:

cabextract Blackout_12.cab

(nel caso cabextract non risultasse installato nel sistema, si provveda ad installarlo dai repository, non c’è distribuzione che non lo abbia!)
Si otterranno due cartelle, Balckout e SdkRegistry: vanno copiate come al solito nella radice del TomTom, unendo tranquillamente la seconda a quella già presente.

Et-voilà, nel menu adesso c’è un simpatico bottone che sfiorato spegne lo schermo! Un momento prima dello spegnimento viene mostrato nell’angolo in alto a sinistra un mazzo di chiavi: sfiorandolo si blocca lo schermo, nel senso che per riaccedere alla modalità normale sarà necessario toccare il mazzo di chiavi negli altri tre angoli. Anche così però ad ogni sfioramento lo schermo si riaccende per qualche secondo, e se lo teniamo in tasca è probabile che sarà sfiorato abbastanza spesso.
La soluzione a quest’ultimo inconveniente è molto hardware: se la si possiede, si può utilizzare la custodia semirigida del TomTom, altrimenti un pezzo di cartone/legno/plexiglass tenuto con un elastico davanti allo schermo è perfettamente efficace! :D

Semplicemente spegnendo lo schermo, l’autonomia del mio TomTom One è arrivata a 5 (cinque) ore! Quando farò voli più lunghi di cinque ore, saro sicuramente già dotato di un dispositivo GPS dedicato al volo libero :)

Anche se non comporta un grosso risparmio di energia, è buona norma ricordarsi di disattivare anche l’audio mediante l’apposita voce nel menu: è meglio non farsi distrarre dal pilotaggio dalla segnalazione di qualche autovelox nel fondovalle :D


Correzione dell’altitudine

L’altitudine misurata dal TomTom, come dalla maggior parte dei dispositivi GPS, è relativa all’ellissoide di riferimento, mentre quella che interessa a noi è quella reale, ossia relativa al geoide; si rende necessario quindi effettuare una correzione.

Nella configurazione di TTTracklog (solo dalla versione 1.14 in poi) è presente l’opzione  -amc per sottrarre un valore fisso all’altitudine misurata, ma questo metodo è molto approssimativo e sebbene possa funzionare abbastanza bene per le brevi distanze che si percorrono in volo libero, si renderebbe necessario cambiare il valore ogni qual volta ci si rechi a volare in qualche posto distante.

Una alternativa abbastanza semplice è l’utilizzo di GPSbabel sul file .gpx nel seguente modo:

gpsbabel -i gpx -f in.gpx -x height,wgs84tomsl -o gpx -F out.gpx

(anche gpsbabel si trova nei repository delle principali distribuzioni linux)

In ogni caso, si tratta seghe mentali®: il TomTom nasce per la navigazione terrestre e la sua precisione altimetrica è abbastanza approssimativa, un metodo vale l’altro.

UPDATE: ho notato solo ora che è stata aggiunta anche l’opzione -agc, per la correzione automatica riferita ad un geoide semplificato, probabilmente se funziona è la soluzione migliore, ma ancora la devo provare.


Utilizzo dei dati

Tra i modi più gustosi di utilizzare i dati ottenuti c’è sicuramente quello di importarli in GoogleEarth per vederseli in 3D. L’importante è ricordarsi, durante l’importazione, di togliere la spunta alla voce “aggiusta altitudine al terreno”, altrimenti i nostri voli diventano passeggiate! :D

Un altro metodo altrettanto gustoso è l’uso di GiPSy, un’estensione per Firefox, che consente di tenere un database locale dei voli, isolando il volo vero e proprio dalle parti di tracciato che non interessano mediante una comoda interfaccia grafica.
GiPSy fornisce inoltre alcuni dati interessanti relativi al volo, come le massime velocità di ascendenza e discendenza ed il guadagno di quota totale, e permette di esportare direttamente un file .kml del volo, col quale si ottiene un risultato molto più gradevole rispetto all’importazione diretta in GoogleEarth.

L’estensione è strettamente legata al sito XContest, una specie di campionato mondiale di parapendio aperto a tutti gli intestatari di licenza di volo, nel quale  ai tracciati dei vari piloti vengono assegnati dei punteggi, secondo delle regole precise, e viene poi stilata una classifica. Se si è registrati come piloti, con GiPSy può gestire anche l’upload dei tracciati.

L’estensione non è ancora Free Software, per via di alcuni componenti non liberabili, ma ho parlato con l’autore e sembrerebbe intenzionato a rilasciare il codice sorgente (eccettuate le parti ristrette) entro la settimana prossima! :)

Varie ed eventuali

Se si utilizza un menu personalizzato, è più complicato inserire le voci relative a TTTracklog, ma è possibile far comparire una funzione nascosta del TomTom: il visualizzatore di testi.
Per attivarlo bisogna inserire la voce:

MENUITEM|TASK_DOC_BROWSER|

nel file della struttura del menu.
Il visualizzatore di testi va a pescare il contenuto della cartella text, guardacaso proprio quella dove TTTracklog salva il sunto del tracciato. Utilizzandolo è possibile analizzare in linea di massima il risultato di un tracciato direttamente sul campo, appena atterrati.

23
gen
10

Ancora Nuvole in time-lapse

Ecco fatto un altro video di nuvole in time-lapse!
Stavolta si tratta del cielo sopra al Mugello, visto dal vecchio tiro al piattello delle Croci di Calenzano.

Peccato per quel pelo che col vento si è andato ad incastrare proprio davanti all’obbiettivo…
L’intervallo tra i fotogrammi è di un secondo, il periodo ritratto nel tempo reale è di circa 28 minuti.
La musica è Nicaragua di Art Yenta.

16
gen
10

Volo con atterraggio fuori campo

Nonostante il finale fuori programma, è stato unbuon voletto oggi per me e Daniele a Diecimo.
La brezza termica è riuscita ampiamente a contrastare il vento meteo da Nord, creando le condizioni per un buon volo in termodinamica, per chi già sa volare. Per noi che stiamo imparando, si è trattato di fare una modesta planata da una decina di minuti,  senza pretese.

Il finale inatteso è stato determinato da un vento più forte del previsto nella vallata dell’atterraggio (ed in larghissima parte dalla nostra inesperienza, ovviamente): ci siamo spinti troppo sottovento e quando ci siamo resi conto che c’era troppo vento, ormai ci eravamo bruciati l’atterraggio.
Mal di poco, con grande tranquillità (almeno per quanto riguarda me) abbiamo individuato due campi atterrabili nelle vicinanze di quello “ufficiale” e ci siamo fatti il resto a piedi. Poche centinaia di metri, invero.

Sono soddisfatto comunque di essere riuscito ad individuare un atterraggio e di averlo centrato con buona precisione :)

In questo volo ho testato con successo l’utilizzo improprio del TomTom, che con qualche programmino accessorio sono riuscito a trasformare in un track logger; non è il massimo della precisione, soprattutto per quanto riguarda l’altitudine, ma finchè si fa tracking solo per gioco può essere sufficiente.
Qui un file per GoogleEarth con il tracciato in 3D, più avanti descriverò anche le modifiche che ho fatto per adattare il TomTom.

15
gen
10

Time-lapse

Affascinato dal corso di meteorologia che ho seguito qualche tempo fa, ho pensato di dotarmi di un intervallometro per realizzare qualche filmato in time-lapse ai vari movimenti delle nuvole.

Questo è il mio primo tentativo:

non male come inizio, eh? :)
Il brano in sottofondo è l’incipit di MIMETISM di Abacus, preso da Jamendo.com

Sono circa 36 minuti di tempo reale, per un totale di 1230 fotografie (quelle che entravano nella CompactFlash), circa una ogni 1,75 secondi.
Il problema per fare filmati più lunghi sarà non tanto la capacità della scheda, ormai le schede da 4GB le tirano dietro, quanto la durata della batteria, che a occhio e croce basterà al massimo per un oretta di scatti. Eventualmente troverò il modo di alimentare la macchina fotografica dall’esterno, per ora mi accontento così :)

Il montaggio del filmato l’ho fatto utilizzando ImageMagick per ritagliare in batch tutte le foto, Mencoder per metterle in sequenza e PiTiVi per aggiungere i titoli e la musica.

Per chi volesse costruire l’intervallometro, qui c’è lo schema nel formato di ktechlab, un ottimo software libero per la progettazione di schemi e non solo.
E grazie al Lucano per aver scoperto il software, per averlo usato per sistemare lo schema dell’intervallometro, nonchè per averlo poi costruito :)

08
gen
10

pasta lavamani improvvisata

Voglio condividere con la comunità un trucchetto che ho scoperto quasi per caso qualche tempo fa, facendo un po’ di manutenzione in albergo.

A volte può capitare di sporcarsi le mani con colla, grasso, morchia, inchiostro, silicone o altre sostanze difficili da rimuovere con i normali saponi che si trovano in casa; in questi casi si rende molto utile la pasta lavamani, ma non sempre è a disposizione. Anzi, generalmente quando serve non c’è mai :D

Un buon surrogato estemporaneo ed a bassissimo costo della pasta lavamani si può ottenere mescolando, direttamente in mano, un po’ di comune sapone liquido con un po’ di fondi di caffè! Il risultato è sorprendente, niente da invidiare alle paste lavamani commerciali da officina!

03
gen
10

idea regalo!

Questa l’ho scoperta decisamente troppo tardi, vedrò di organizzarmi per il prossimo Natale :)

29
dic
09

il piacere della radioattività…

Ieri, mentre aspettavo le pizze da asporto, ho buttato un occhio a Il Giornale, così, per farmi un’idea di quel che leggono quei cittadini che non leggono la stampa corrotta dalla sinistra

MAMMA MIA!

La cosa che mi è subito saltata agli occhi è il fatto che mediamente si trattano non tanto notizie in sé e per sé, quanto notizie in relazione all’opposizione: l’opposizione pensa questo su questo argomento, l’opposizione pensa questo su quell’altro… sembra quasi che l’opposizione si opponga direttamente a Il Giornale, e non al governo.
Vabbè, consideriamo che sia un giornale organo di partito, anche se ufficialmente non lo sarebbe.

Dapprima ho scorso un trafiletto che vanverava su come l’opposizione se la starebbe per prendere anche con Babbo Natale in quanto, per qualche oscuro motivo, amico di Berlusconi, ma sono velocemente passato oltre.

Leggiamo qualcosa di più serio: un articolo di Franco Battaglia sulle scorie radioattive.
Non credevo ai miei occhi, l’ho dovuto rileggere sulla versione online per crederci!

Il Battaglia sostiene che a Chernobyl, in occasione dell’esplosione del reattore, siano morte soltanto tre persone e quindi gli ambientalisti hanno sicuramente torto a sostenere la pericolosità delle centrali nucleari. Calpesta così tranquillamente la memoria degli altri migliaia di morti per le radiazioni e si infischia bellamente dei problemi che tuttora coinvolgono la zona e chi abita vicino. Forse non si ricorda neanche che ci fu in tutta Europa il divieto di mangiare vegetali per un bel pezzo…

Prosegue, riducendo più o meno il problema dello stoccaggio delle scorie radioattive, cinque o cinquemila metri cubi l’anno (come se fosse la stessa cosa…), ad un mero problema di spazio, e minimizza dicendo che comunque l’Italia produce già 5 milioni di m³ di rifiuti tossici, altri 5000 non possono cambiare la situazione. Con buona pace dei Casertani e dei Napoletani, che quei milioni di tossici metri cubi ce li hanno buttati sui prati nelle campagne dietro casa, ad inquinargli falde acquifere, pecore e figlioli. Che culo che la situazione non cambi!

Il vero ridicolo si raggiunge alla fine dell’articolo, dove afferma che le persone dovrebbero gioire dell’avere l’impianto di stoccaggio di scorie radioattive dietro casa, perchè ne otterrebbero gli indiscutibili vantaggi di vivere nella zona più radioprotetta d’Italia, ed alcuni fantomatici compensi da chi alloca le scorie. Penso che il miglior posto per costruire il deposito potrebbe essere proprio il giardino di Franco Battaglia, sarebbe senz’altro una persona felice!

Fortunatamente sono arrivate le pizze e non ho letto altri articoli, ma se questa è la media sono veramente preoccupato dal pensiero che c’è gente abbonata a questo quotidiano! :(

Per la cronaca: io a volte leggo La Repubblica; non che sia molto migliore, ne scrivono di castronerie, ma di questo livello non ho mai letto niente!

27
dic
09

Ubuntu 9.10 su Acer Ferrari 1000, un paio di fix

È tornato all’ovile (per manutenzione) il glorioso Ferrarino :)

Dato che avevo a portata di mano una chiavetta USB già ubuntizzata, invece di fare l’aggiornamento di sistema ho optato per un’installazione da zero.
La scheda Wi-Fi, una Broadcom BCM4328 che fino alla scorsa release aveva avuto bisogno dei driver per windows ed  ndiswrapper per funzionare, ha funzionato “spontaneamente” con i driver STA, è stato sufficiente installare gli aggiornamenti e riavviare il PC per averla operativa :)

La scheda audio, una “ATI Technologies Inc IXP SB4×0 High Definition Audio Controller (rev 01)”, è sempre stata una gran rompiscatole, ed anche stavolta ha confermato la sua nomea.
L’audio di per se ha sempre funzionato, il problema è sempre stato il microfono integrato che non ne ha mai voluto sapere di funzionare.
In più, anche se non è mai stato un grosso problema, inserendo le cuffie nell’apposito jack, l’audio non veniva escluso dalle casse.

La soluzione si è finalmente presentata nella forma dell’aggiunta delle seguenti righe in fondo al file /etc/modprobe.d/alsa-base.conf

options snd-hda-intel position_fix=1
alias char-major-116 snd
alias snd-card-0 snd-hda-intel
alias char-major-14 soundcore
alias sound-slot-0 snd-card-0
alias sound-service-0-0 snd-mixer-oss
alias sound-service-0-1 snd-seq-oss
alias sound-service-0-3 snd-pcm-oss
alias sound-service-0-8 snd-seq-oss
alias sound-service-0-12 snd-pcm-oss

et-voilà, dopo un riavvio la scheda funziona come si deve: selezionando “Microphone 2″ come dispositivo d’ingresso si vedono muovere le barrette, ed inserendo le cuffie si escludono le casse!

…ehm, ammesso che il computer si riavvii: al comando di spegnimento il computer si pianta su una schermata vuota e non reagisce più!

Indovina di chi è la colpa? Sempre della scheda audio, o perlomeno del modulo che la fa funzionare!

È bastato aggiungere la seguente riga al file /etc/init.d/halt per poter nuovamente spegnere il computer senza ricorrere a strani artefizi:

rmmod snd-hda-intel

(la riga penso che si possa aggiungere abbastanza indifferentemente in cima o in fondo al file, io l’ho messa in alto subito sotto a ### END INIT INFO)




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febbraio: 2010
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