Mi sono fatto portare dagli Stati Uniti una confezione di batterie ricaricabili al Nickel-Zinco, marca Powergenix, esattamente questo kit qua, e da qualche settimana le sto utilizzando sul mio Garmin eTrex.
Rispetto alle ricaricabili tradizionali (Ni-MH), le NiZn sono molto più leggere, non hanno effetto memoria ma soprattutto hanno una tensione nominale più alta, 1,6V contro 1,2V, che permette di spremerle fino in fondo anche ai dispositivi elettronici fatti per funzionare con le normali pile usa e getta.

Nonostante le 2400 mAh delle batterie Ni-MH che utilizzavo, dopo due o tre ore di funzionamento il GPS cominciava già a segnalare la carica bassa, mentre le NiZn, di capacità inferiore (circa 1600 mAh) sono arrivate già ampiamente oltre le dieci ore ed ancora non hanno dato segni di cedimento.

Purtroppo ancora in Europa non si trova quasi nulla sul mercato di questo nuovo (vecchissimo) tipo di batterie, e farsele spedire da oltreoceano costa troppo, ma se avete occasione di farvele portare, consiglio vivamente di farlo. Il kit di cui sopra mi è costato meno di 15€.

Ho scritto alla Digifly per sapere se il mio variometro (Flyer 2) potesse sopportare la leggera sovratensione e mi hanno risposto che regge tranquillamente fino a 3V di alimentazione, quindi appena finirò la batteria usa e getta che c’è dentro, sostituirò anche quella con una NiZn.

 

Domenica siamo tornati a volare a Monterosso.


Io avevo un po’ di dubbi, perchè pensavo che fosse brutto volare e divertirsi sulle teste di gente che aveva subito delle disgrazie, ma l’accoglienza dei locali è stata molto calorosa, addirittura il tassista che ci ha riportato in decollo ha detto che riportavamo un po’ di allegria e di normalità nelle loro vite :)

L’annuncio della ripresa voli da parte della Federazione, sommato alle ottime previsioni meteo, hanno attirato un sacco di gente da tutta la Toscana, la Liguria e l’Emilia, ad occhio e croce ci saranno state una trentina di vele, tra le quali ho ritrovato con piacere quelle pilotate dagli amici Sergio e Franco da Grosseto.

Il primo decollo l’abbiamo fatto un po’ presto, le condizioni erano ancora deboli nonostante la giornata promettesse bene, e dopo poco più di mezz’ora eravamo di nuovo tutti a terra, tranne come al solito Giovanni.
Dopo un veloce spuntino siamo tornati in decollo col taxi e ci siamo preparati al secondo volo; il mio è stato meraviglioso: ignorando la scelta dei più, che si dirigevano subito a far dinamica su Punta Mesco, dopo aver girato una movimentata termica sopra al decollo sono andato verso sud, ad affacciarmi su Vernazza, per poi tornare indietro e percorrere tutto l’anfiteatro alle spalle del golfo, fino a raggiungere anch’io Punta Mesco ancora in tempo per farci qualche passaggio prima del tramonto.
La soddisfazione di fare un volo senza seguire nessuno, dipendendo esclusivamente dalle proprie decisioni e valutazioni, secondo me è impagabile!

Sto pian piano cominciando ad abituarmi alla mia nuova vela, che mi regala prestazioni molto maggiori di quelle a cui ero abituato, ma con un paio di belle chiusure frontali mi ha anche ricordato di avere molta prudenza e non farmi prendere troppo la mano.

In volo ho fatto anche qualche foto, peccato che avessi lasciato la macchina impostata su macro

 

Ho passato un paio di sere da Armando a rubare con gli occhi un mestiere che sta pian piano scomparendo: l’impagliatore di seggiole.

Il lavoro di per sé non è estremamente complicato, ma credo che per ottenere dei buoni risultati ci voglia un bel po’ di pratica.
Adesso devo trovare una vecchia seggiola e della corda per provarci anch’io :)

Ieri siamo stati a provare il volo di Santa Lucia a Carrara.
Le previsioni mettevano vento anche troppo abbondante da Ovest, ideale per quel sito, ma purtroppo hanno padellato miseramente: c’era in quota un forte Nord-Ovest, mentre in basso non c’era praticamente niente.

Il decollo di S. Lucia è corto, molto scosceso ed irregolare, in fondo ci sono dei cespugli e per rendere tutto ancora più allettante i deltisti ci hanno allestito in mezzo un pontile per la rincorsa.
Se c’è un minimo vento frontale, come c’è quasi sempre nella bella stagione per via della vicinanza del mare, si decolla praticamente da fermi e non ci sono problemi di sorta, ma in giornate senza vento bisogna per forza correre sul pontile, e si ha pochissimo spazio per controllare che la vela sia aperta bene sulla testa o, in caso contrario, arrestare il decollo.

Un video vale più di un milione di parole (mille parole per fotogramma, direi…):

Il mio decollo è stato a dir poco raccapricciante: sono stato un quarto d’ora buono ad aspettare che si staccasse una bollettina anche debole, e quando finalmente ho deciso di partire, il venticello aveva una leggera componente laterale, per cui la vela mi si è alzata un po’ di lato; per compensare lo spostamento mi sono buttato fuori di lato dalla pedana ed a sedere dentro la sella: se la vela tiene, volo, sennò picchio una culata in fondo al decollo!

Per fortuna ha tenuto e mi sono fatto un piacevole voletto intorno alle antenne, con delle piccole termiche dolci dolci appena sufficienti a mantenere la quota :)

Nel primo pomeriggio di una splendida giornata, con una moderata brezza da Nord, tre gentiluomini, o meglio: tre gentilbovi, oggi hanno spiccato il volo per la prima volta da un nuovo decollo sopra il lago di Bilancino, dalla località detta “i Monti”.

Si tratta di un volo da Omaccioni®, non adatto agli animi sensibili o ai deboli di stomaco: per raggiungere il decollo c’è da fare una bella pettata a piedi nel bosco, il decollo è uno stretto canale fra gli arbusti e subito sotto c’è un bel bosco pronto ad accogliere chi abbia valutato male le condizioni, ma io, il Gianca e Giò non ci siamo fatti intimidire ed abbiamo dimostrato che ci se la può fare!

…ovviamente abbiamo lanciato avanti l’Anatrone Giò, ma tanto una volta in cima ad un monte e con una vela a disposizione, sarebbe stato difficile trattenerlo coi piedi per terra!

Dopo aver scoperto che è in sviluppo una versione con un nuovo motore di rendering, ETXreaL, mi è tornata voglia di giocare al glorioso Wolfenstein: Enemy Territory, che ora è anche GPL.

L’ultima volta che ci avevo giocato, il gioco faceva a cazzotti con ALSA, per cui se si voleva giocare in squadra con TeamSpeak, era necessario usare un certo escamotage di cui avevo già parlato.
Adesso che esiste Pulseaudio, il gioco fa a cazzotti con Pulseaudio :) , ma la buona notizia è che si può usare lo stesso escamotage, seppure con una piccola modifica, vediamo come:

  • Scaricare lo script et-sdl-sound da qui, ed estrarlo nella cartella dove è installato Enemy Territory
  • Aprire lo script appena estratto con un qualsiasi editor di testo, cercare questo paragrafo:
    # SDL audio driver
    SDL_AUDIODRIVER="alsa"

    e sostituire alsa con pulse:

    # SDL audio driver
    SDL_AUDIODRIVER="pulse"
  • Salvare, rendere eseguibile lo script ed usarlo per lanciare il gioco
  • Sparare, sparare, sparare! :D

Se si vuole spostare tramite Pulseaudio lo stream del gioco su un dispositivo diverso, è necessario poter cambiare applicazione senza chiudere il gioco; un trucco che ho scoperto a tal proposito è quello di lanciare il gioco in modalità finestra ed aprire la console ( AltGr + ì , praticamente ~): in questo modo si riottiene il puntatore di sistema e si può cambiare applicazione, poi una volta spostato lo stream, si può rimettere il gioco a schermo intero.

Se vi dovesse capitare che la vostra collaudatissima configurazione di Pulseaudio, che da anni funziona senza problemi*, smistando secondo i vostri gusti i suoni prodotti dalle vostre applicazioni tra le due schede audio fisiche ed il dispositivo virtuale che le utilizza entrambe contemporaneamente, permettendovi di far uscire la musica riprodotta da MPD anche dalle casse del vecchio impianto stereo in salotto, controllando MPD dallo smartphone e sorprendendo i vostri amici, se vi dovesse capitare, dicevo, che tutto ad un tratto Pulseaudio cominci a dare i numeri, la musica cominci ad andare avanti veloce ed a saltare rapidamente al brano successivo, poi a quello successivo, e a quello dopo ancora, ed i comandi che date dai vari player non sembrino avere effetto se non dopo un bel po’ di secondi, ecco: provate a controllare che la nuova scheda video che avete messo nel PC non nasconda al suo interno un dispositivo audio HDMI…

Nel mio caso è bastato disabilitarlo dalle “preferenze audio” per tornare alla normalità. La mia ipotesi è che il dispositivo HDMI pretendesse il flusso audio campionato a 48000 Hz, mentre le altre due a 44100 Hz, e questo facesse andare in palla il buffer del dispositivo di output simultaneo su tutte le schede.

Sapevatelo.

* si, pulseaudio può anche non dare problemi, e personalmente mi piace parecchio.

Ieri, in una giornata inaspettatamente buona, ho avuto modo di provare l’ala che un amico ha proposto di vendermi.
Si tratta di una Gradient Aspen 2 da 24 m², giusta giusta per il mio peso (o meglio: la tengo bella carica, che non guasta…), colorata di bianco e blu ma non come la foto qui sotto, c’è un po’ più blu.

A parte un primo decollo fallito per colpa di una mia sovracorrezione (che cavolo, è molto più sensibile ai comandi della mia sorniona Makalu 2), appena in aria mi ci sono trovato subito a mio agio, i comandi sono belli “pesanti” rispetto a come sono abituato, e basta molta meno escursione per ottenere l’effetto desiderato.
Ho girato un paio di termiche, rare e spezzettate di questa stagione, ho fatto virate larghe, virate strette, sono andato a cercarmi di proposito le turbolenze ed ho fatto anche un po’ di pendolamenti prima di atterrare, ed in tutto questo ho sempre sentito bene la vela, non ho avuto momenti di incertezza o di scarso controllo.

Ovviamente prima di prenderla voglio farci almeno un altro voletto, ma le sensazioni sembrano essere quelle giuste, mi pare!
Ok, è un DHV2, embè? :D

Il successo avuto dall’installazione dell’altro giorno, sul Mini Compaq, ha fatto drizzare le antenne ad un altro collega, che mi ha portato il suo Mini, stavolta della HP.
A grandi linee sembrerebbe circa la stessa macchina (dopo tutto Compaq è ormai solo un marchio di HP), ma la scheda wi-fi mi ha fatto tribolare un po’.
Trattasi di una Broadcom 4313, questo il risultato di lspci:
02:00.0 Network controller [0280]: Broadcom Corporation BCM4313 802.11b/g/n Wireless LAN Controller [14e4:4727] (rev 01)
Subsystem: Hewlett-Packard Company Device [103c:145c]
Kernel driver in use: wl
Kernel modules: wl, bcma, brcmsmac

In sostanza succedeva questo: con il live cd, ed anche al primo avvio dopo l’installazione, la scheda si connetteva regolarmente ed anche abbastanza velocemente, ma ai successivi riavvii non ne voleva più sapere, rendendo irresponsivo network-manager e a volte anche tutto il sistema.
Dopo un po’ di ricerche sul web sono riuscito a risalire al problema, che stanella scarsa compatibilità coi moduli dei driver liberi; inserendo tali moduli in una blacklist, la scheda funziona (coi driver proprietari) al 100% e non dà più problemi.
È probabile che nella prossima release sarà possibile usare direttamente i driver liberi.

Il file di blacklist che ho creato è /etc/modprobe.d/blaclist-b43.conf  ed al suo interno ho messo queste tre righe:

blacklist brcmsmac
blacklist brcmfmac
blacklist bcma

Anche questo netbook, come il Compaq, mi ha fatto un’impressione positiva. Per di più questo ha i tasti del touchpad sotto e non di lato, quindi ha un difetto in meno :)

Ho avuto occasione di installare Ubuntu 11.10 sul Compaq Mini di un collega.
Il pc nasce con windows vista ma, come ha riportato il mio collega, è leeeento inchiodato!

Il design sobrio e lineare mi ha ricordato molto il mio Dell Mini 9, anche se rispetto a quest’ultimo ha due grossi difetti: la presenza di parti meccaniche in movimento (ventola ed hard-disk) ed il touchpad con gli odiosi tasti laterali.

L’hardware non ha dato alcun problema durante l’installazione, l’unico neo è dato dalla scheda wi-fi che richiede lo scaricamento del firmware, ma tutto il resto funziona out-of-the-box™.
La scheda video, una Intel 945GME, svolge egregiamente il suo sporco lavoro, consentendo di utilizzare ad esempio Gnome Shell o Google Earth con una buona fluidità.

Leggi il seguito di questo post »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.