Archivio per Luglio 2008

27
Lug
08

Giro d’affari

In questo week-end sono stato a fare un “giro d’affari”: sono andato a Legnano e a Como per prendere dei nuovi arrivi, degli oggetti che avevo acquistato, ed in più ci ho attaccato una piacevole escursione sul lago di Como.

Primo nuovo arrivo:

Mistral Razor appartenuta nientepopodimeno che a Mattia Pedrani (che, potevo comprare una tavola da un bischero qualunque, io? :D ), presa a Legnano dal simpaticissimo Valerio Pedrani, padre di Mattia. Sarà dura passare dal Bomber a questa, non vedo l’ora di provare!

Gita sul lago:

Pernottato il venerdì presso Faggeto Lario, nel “dente” centrale del lago di Como, in un comodo parcheggio panoramico con limite d’altezza a 2.20 m (ma a noi ci fa un baffo!), fresco, tranquillo e con una connessione wi-fi a scrocco sufficiente per controllare l’email :)
Il sabato proseguito il giro fino a Bellagio, traghetto per Varenna e poi su fino in alto lago, ritorno sull’altro lato.
Molto carina la strada vecchia dalla parte di Lecco, anche se a tratti un po’ stretta; un po’ troppo turistica la riva comasca, ma comunque gradevole.
Tornati a Como, via verso l’officina di Eddy per il…

Secondo nuovo arrivo:

Ebbene sì, mi son deciso! Ho preso il tetto a soffietto per il Furbone! So già che mi costerà un bel po’ di lavoro, però anche solo l’anteprima di vederlo legato sul furgone per il trasporto mi fa venire l’acquolina in bocca… :)
Per puro caso, da Eddy abbiamo incontrato Gordano e Tiziana (Gioy_80 e Cucciola sul forum dei jokeristi) ed alla fine siamo andati a mangiare una pizza tutti insieme.

Pernottamento presso il parcheggio del cimitero di Cernobbio (sono i posti più tranquilli, non c’è mai un’anima viva…) e poi ritorno a casa a velocità ridotta per via del “trasporto eccezionale” del tetto, legato attraverso gli sportelli ed il portellone posteriore.

22
Lug
08

Come l’iPod

Non avendo mai avuto prima un portatile, non mi ero mai posto il problema dello scrolling col touchpad, aggrappandomi saldamente alla rotellina del mio mouse.
Adesso che ho un portatile, spesso mi trovo ad aver bisogno di uno scrolling più preciso di quello offerto dall’area laterale del touchpad, specialmente se devo zoomare un’immagine o un documento. Provate ad usare l’area di scroll su Google Maps, per farvi un’idea :)

Ma ecco che viene in aiuto il driver Synaptics, che offre la possibilità di impostare uno scrolling circolare, come quello dei vecchi iPod antecedenti l’era delle ditate sullo schermo: si parte da un lato del touchpad e col dito si fa un cerchio, girando in un senso si generano eventi “scroll up” e nell’altro “scroll down”.

Per attivare sul proprio laptop questa stupenda caratteristica e poter così sorprendere i windozari di turno, è sufficiente aggiungere due o tre righe dentro il file di configurazione del server X, nella sezione dedicata appunto al touchpad.
Queste le righe:

Option      "CircularScrolling"          "on"
Option      "CircScrollTrigger"          "0"
Option        "CircScrollDelta"        "0.3"

La prima riga abilita la funzione, la seconda imposta il lato da cui partire per attivarla secondo questi valori:

  • 0: qualsiasi lato
  • 1: lato superiore
  • 2: angolo in alto a destra
  • 3: lato destro
  • 4: angolo in basso a destra
  • 5: lato inferiore
  • 6: angolo in basso a sinistra
  • 7: lato sinistro
  • 8: angolo in alto a sinistra

La terza riga, facoltativa, indica di quanti gradi (radianti) dobbiamo “girare” per generare un singolo evento di scroll: più è alto il valore, più piano scorre la pagina ad ogni giro. Io mi trovo bene con valori intorno allo 0.3.

Se si vuole disabilitare l’area di scroll laterale, in teoria dovrebbe bastare aggiungere anche questa riga:

Option "VertEdgeScroll" "0"

ma almeno qui non sembra funzionare. Pazienza, mi tengo anche l’area di scroll, mi può far comodo per scorrere più velocemente quando non ho bisogno di precisione.

20
Lug
08

Eppur ci prova…

Oggi la Cri, per la prima volta proficuamente, si è cimentata con il windsurf!

È straordinariamente riuscita a starci sopra in piedi e quasi ad alzare la vela! Credo che fra un po’ mi toccherà mettere su un’attrezzatura doppia… :)
Anche perché con la mia muta e le mie scarpette, tutto un paio di taglie sopra la sua, ha un’aria un po’ troppo buffa :D

A parte questo, ieri sera siamo stati a vedere “tutta la vita davanti” di Virzì: dopo tante porcherie che si vedono al cinema, finalmente un bel film che merita veramente di essere visto!
Dirò di più: mi è anche piaciuta l’interpretazione della Ferilli! :)
Andatelo a vedere.

19
Lug
08

Nuovo workflow per Tango

Qualche giorno fa il buon Jimmac ha postato sul suo blog uno screencast che spiega il nuovo metodo “one canvas” per disegnare le icone, ideato nell’ambito del Progetto Tango.

La novità consiste nel fatto che i sorgenti delle icone non saranno più sparpagliati nelle varie cartelle e sottocartelle dipendenti dalle dimensioni e dal contesto, insieme alle png renderizzate, ma verranno tutti contenuti in una singola cartella “svg” nella radice del tema (eventualmente anche tutti nello stesso file!), facilitandone la manutenzione.

Un grosso vantaggio di avere le varie “taglie” nella stessa tela è quello di avere sempre una visione d’insieme, facilitando la consistenza tra le differenti dimensioni. La possibilità di avere più di un’icona nello stesso file, inoltre, permette una maggiore consistenza anche tra icone differenti con parti in comune (per esempio quelle dell’attività di rete) o che comunque hanno destinazioni simili.

Una volta approntati i sorgenti, uno script (attulmente in ruby, ma so che ce ne sono in lavorazione anche in altri linguaggi) si prende cura di estrarre le porzioni giuste, renderizzarle in png e posizionarle nelle cartelle appropriate.

I file ovviamente devono essere predisposti, perché lo script funzioni: per ogni icona deve esserci un livello che abbia la stringa “plate” nel nome, al cui interno devono essere due campi di testo con etichetta “context” e “icon-name”, e tanti rettangoli quante le taglie dell’icona che vogliamo fare, quindi in generale 256×256, 48×48, 32×32, 22×22 e 16×16; la taglia 24×24 viene generata aggiungendo un rettangolo più grande di un pixel per lato intorno alla 22×22.

Lo script analizza i file svg in cerca di questi dati ed esporta in png quello che trova nel perimetro dei rettangoli (che poi sarebbero quadrati…) in base alle loro dimensioni, nella sottocartella definita dal testo “context” e col nome definito dal testo “icon-name”.
Bisogna ricordarsi di etichettare i campi di testo quando si crea un nuovo livello, e di nascondere il livello “plate” quando si salva il file, altrimenti viene renderizzato anche quello.
Per ovviare a queste noie sono in sviluppo alcune modifiche a Inkscape che dovrebbero automatizzare il tutto, ma non le ho provate personalmente quindi non so dire di più.

Lo script può essere ottenuto dal repository git col seguente comando:

git clone git://users.freedesktop.org/~jimmac/tango-lib

Insieme allo script, nella cartella svg, si ottiene anche un comodo file svg di esempio.

Questo nuovo workflow ha delle ottime potenzialità; consiglio vivamente di provarlo a tutti i disegnatori di icone là fuori, Tango e non ;)

14
Lug
08

Ubuntu Network Remix

Ho installato quasi per sbaglio Ubuntu network Remix sul Ferrarino, anche se in realtà lo schermo è talmente denso che non ce ne sarebbe stato alcun bisogno…
L’ho installato un po’ per curiosità, ma siccome sono in vena di provare interfacce diverse dal solito, ho deciso di tenerlo per un po’.
…ok, anche perché non so più levarlo :P

Per chi volesse provarlo, la soluzione più veloce è quella di usare il PPA dedicato, aggiungendo nel pannello “software di terze parti” di “sorgenti software” la seguente riga:

deb http://ppa.launchpad.net/netbook-remix-team/ubuntu hardy main

Dopo aver aggiornato le liste dei pacchetti, usare il seguente comando per installare il necessario:

sudo apt-get install go-home-applet window-picker-applet maximus human-netbook-theme ume-launcher

NON installare assolutamente “ume-netbook-config” a meno che non si sappia realmente a cosa serve!

Una volta installato il tutto, aggiungere “maximus” ai programmi d’avvio della sessione, rimuovere il pannello inferiore di Gnome e mettere le applet del superiore in modo che diventi circa così:

GoHomeApplet|WindowPickerApplet|NotificationArea|MixerApplet|Clock

Applicare al desktop il tema “Human-Netbook-Ttheme” e disabilitare compiz se attivo; riavviare incrociando le dita e, se tutto va bene, si dovrebbe avere l’interfaccia Netbook Remix :)

Noterete che il tema “Human-Netbook-Theme” è diverso dall’immagine qui sopra, molto più chiaro… ok, per chi come me predilige i temi scuri, ho velocemente approntato un “Clearlooks-Netbook-Dark“, ma vi avverto che contiene un hack vergognoso per avere la barra del titolo delle finestre di un colore diverso da quello della selezione (a proposito: Cimi, sei in ascolto? come si fa nel modo giusto?).
Per usare il mio tema è necessario avere installate anche le mie icone “Foglie” (che art.gnome.org si rifiuta da quasi un anno di pubblicare, ma c’è ancora qualcuno là dietro?), altrimenti è sufficiente applicare manualmente i vari componenti.

Per ora il Netbook Remix mi piace, anche se sento la mancanza della possibilità di fare drag’n'drop tra le finestre; credo che chi ha un monitor più ristretto del mio, tipo i possessori di un eeepc, ne possa trarre enorme giovamento.

Ah, come levarlo lo so, eh? basta togliere maximus dall’avvio e ricostruirsi i pannelli, all’inizio stavo scherzando ;)

12
Lug
08

Tabs, tabs, tabs

A quanto pare la principale differenza tra Gnome 2 e Gnome 3, se continua di questo passo, potrebbero essere i tab nelle applicazioni…

Ma fino a poco tempo fa, non erano sconsigliati dalle HIG guidelines, i tab? …mah! :)

09
Lug
08

ma che razza di confezione!

L’altra sera fatto l’esperienza unica di aprire una confezione contenente una schedina di memoria da 1GB della Kentron.

Dentro alla scatola di cartone c’è un “mattone” di plastica dura con stampate sopra le istruzioni: per “estrarre il prodotto [sic]” si deve tagliare una finestrella di plastica con delle forbici robuste, rompere due linguette vicino al gancio in alto e girare quest’ultimo fino a svitare completamente una vite di circa 15cm che sposta una cornicetta all’interno della quale finalmente c’è la scatolina della memory card.

Tralasciando il fatto che per usare la scheda ci vuole mezz’ora di lavoro ed una certa esperienza con puzzle e giochi tipo T.I.M., c’era proprio bisogno di sprecare così tanta plastica? L’inviolabilità delle memory card vergini è forse così importante da far passare in secondo piano sia l’ecologia che l’economia?

Intanto che aspetto la risposta ufficiale dalla Kentron, a cui ho appena scritto, butto giù un’idea per una legge che potrebbe esistere in un universo in cui ai governi importi qualcosa dell’ambiente (quindi non il nostro…): bisognerebbe tassare l’imballo all’origine; una SD confezionata in quel modo dovrebbe costare i suoi 9€ più altri 45 di tassa sull’imballo. La corsa all’imballo economico indotta si tradurrebbe automaticamente in una corsa all’imballo ecologico, con vantaggio per l’ambiente e svantaggio per chi inquina. Ma forse in quell’universo non ci sarebbe bisogno di una legge per fare ecologia…

AGGIORNAMENTO 10-07:

qui sotto la risposta inviatami da Kentron Italia:

LA SOLUZIONE “BLIDNER” PACKAGING RISOLVE IL PROBLEMA DEI FURTI PER LE MEMORY CARD E USB DRIVE
(4° ARTICOLO FURTATO NELLA CLASSIFICA FORNITA DALLA GDO).
I PUNTI VENDITA GRANDE DISTRIBUZIONE DOTATI ANCHE DI CAMERINI PER PROVE VESTIARIO, SONO VITTIME DI FURTI ORGANIZZATI E TROVANO RESTI DEI PACKAGING DA LEI MENZIONATI, FACILMENTE APRIBILI, A DECINE PER GIORNO.

COME NOTO, IL COSTO DEI FURTI E’ SCARICATO DALLA GRANDE DISTRIBUZIONE GENERALMENTE SUGLI ALIMENTARI E  VIENE QUINDI COMUNQUE PAGATO IN GROSSA PARTE DAI CONSUMATORI.

INOLTRE LE MATERIE PLASTICHE NON SONO TUTTE UGUALI.
IL MATERIALE PLASTICO DEL NS PACKAGING, NON E’ PVC COME QUELLO DEI COMUNI BLISTER .
IL PVC PRODUCE DIOSSINA NELLA FASE DI SMALTIMENTO MENTRE IL POLIPROPILENE DI CUI E’ COSTITUITO IL NS PACKAGING VIENE TRITATO E RI-UTILIZZATO AL 99% .
QUESTO ACCADE NORMALMENTE NEI PAESI DOVE LA CATENA DELLO SMALTIMENTO DIFFERENZIATO FUNZIONA….

INOLTRE, L’UTILIZZO DI QUESTO IMBALLO RENDE NON NECESSARIO IL “SAFER” DI PLASTICA IN  CUI VENGONO SOLITAMENTE ESPOSTI AL PUBBLICO I PRODOTTI DI QUESTO TIPO, I DVD OD I GIOCHI PER CONSOLLE.
IL SAFER HA UN CICLO DI VITA DI CIRCA 10-15 UTILIZZI PRIMA DI VENIRE SPORCATO O GRAFFIATO E LO SMALTIMENTO DI QUESTO ARTICOLO E’ ESTREMAMENTE DIFFICILE E COSTOSO IN QUANTO CONTIENE ANCHE PARTI IN METALLO CHE DOVREBBERO, A NORMA, ESSERE RECUPERATE.

IN CONCLUSIONE CREDIAMO DI AVERE BREVETTATO UN PACKAGING FUNZIONALE ALLE ESIGENZE DELLA NOSTRA CLIENTELA MA ANCHE A QUELLE DELLA ECOLOGIA , DATO PER SCONTATO UN CORRETTO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DA PARTE DEL CONSUMATORE ED UNA CORRETTA GESTIONE DELLE AUTORITA’ PREPOSTE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA.
PROVA NE SIA CHE IL NOSTRO PRODOTTO E’ VENDUTO ANCHE IN GERMANIA ED ALTRI PAESI NORD EUROPA CON LEGISLAZIONI IN MATERIA DI PACKAGING PIU’ AVANZATE DELLA NOSTRA.

Quindi a quanto pare un motivo ci sarebbe, e la plastica usata non sarebbe poi così inquinante… mah!
In ogni caso manca il simbolo del tipo di riciclaggio, questo qui:
riciclaggio
quindi non si tratta solamente di “legislazione”, ma anche di negligenza da parte loro.

Almeno però si son degnati di rispondere :)

05
Lug
08

ubuntu netinstall con boot da chiavina USB

Dato che il drive firewire del Ferrarino non mi è ancora stato riconsegnato, ed essendo nella necessità di fare un installazione da zero (ho fatto un po’ di pasticci…), mi sono cimentato nell’installazione da rete mediante il boot da chiavina USB. Non è per niente difficile.

Continua a leggere ‘ubuntu netinstall con boot da chiavina USB’

02
Lug
08

Droga digitale

Sta imperversando per la rete una storia riguardo alcuni file audio che, tramite l’effetto dei battimenti, indurrebbero nel cervello delle vibrazioni a bassa frequenza con effetti psicotropi.

Così di primo acchito non sono scettico: la tecnica è fisicamente plausibile, gli effetti psicotropi non li escludo, dato che la musica è nata proprio per motivi simili, e non sono affatto sorpreso di vedere che a qualcuno è venuto in mente di guadagnarci qualcosa.

L’approccio dei media italiani, ovviamente, ha per l’ennesima volta dimostrato l’ignoranza di chi in teoria ci dovrebbe “informare”, cavalcando la (poco felice) scelta della compagnia di chiamare i files “dosi” e riferirsi ad essi come se fossero droghe “reali” e parlando di eventuali interventi delle forze dell’ordine per “estirpare” questa nuova e pericolosa droga (di cui non si conoscono gli effetti e dalla natura tra l’altro completamente legale).

Ora, basta farsi un giro su internet per capire che la maggior parte dell’effetto di queste potentissime droghe proviene sostanzialmente dallo stato di rilassatezza richiesto dalla “somministrazione”, nonchè da una buona dose di autosuggestione… che pericoli vuoi che produca una pennichella del genere? Nulla da fare, secondo il TgCom addirittura:

“L’I-Doser all’inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare dai 5 ai 10 euro”, dice il colonnello Rapetto. “E su questo si può immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili più volte”.

…già mi aspetto delle cosche di nudisti new-age che spacciano mp3 agli angoli delle strade! :D

In attesa che questa nuova “droga” venga usata come ulteriore scusa per censurare la rete, approfitto della libertà attuale per farmi un po’ di questo zampirone che è allucinogeno per davvero, provare per credere!




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