In questi giorni abbiamo fatto un paio di gite con Daniele, Valentina e Bia (che è un cane).

Per santo Stefano siamo stati sul monte Falterona, abbiamo trovato più neve di quello che ci aspettavamo e siamo stati costretti a lasciare la machina abbastanza in basso; questo, in concomitanza con la breve durata delle giornate, ci ha impedito di raggiungere la sorgente dell’Arno, ma la camminata è stata comunque divertente.

Oggi invece siamo stati all’isola Palmaria, che si trova davanti a Porto Venere, poco sotto le Cinque Terre.
L’isola si raggiunge tramite il servizio di “mini traghetti” gestiti da alcuni “lupi di mare” per la modica somma di tre euri andata e ritorno.
Una volta sull’isola l’itinerario più interssante è quello che fa il giro completo, passando per i resti della fortificazione sulla vetta del rilievo maggiore. Il sentiero costeggia il lato sud dell’isola risalendo la costa fino a quando non si è in vista dell’isolotto di Tino, dove scende ripidamente fino a tornare sulla spiaggia, in corrispondenza di uno stabilimento balneare; a questo punto bisognerebbe proseguire risalendo per il sentiero, ma noi uomini d’avventura ci siamo invece inerpicati su per il ravaneto della cava locale, abbiamo attraversato un arco scavato nella roccia per affacciarci sulle scogliere a strapiombo della costa nord. Ovviamente è vietato fare ciò, don’t try this at home!
Sull’orlo delle scogliere abbiamo incontrato un gruppo di trekkisti che era salito dall’altra parte e insieme a loro abbiamo proseguito fino a completare l’anello, per poi prendere la barca giusto mentre cominciava a piovere sul serio.

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a fare gli auguri a mia nonna Ginetta, che festeggiava il suo novantacinquesimo compleanno!

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