Pare che lo stato italiano stia facendo tutto il possibile per uccidere quel barlume di reputazione che è rimasto degli italiani nel mondo, imponendo con l’ennesima ridicola legge la rimozione da internet o la degradazione de “le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”, quindi praticamente di tutto.
Non sia mai che si diffonda un po’ di cultura!

Ma i nostri governanti non si devono preoccupare, non c’è assolutamente questo rischio! Le cose che tendono a diffondersi in Italia sono esattamente agli antipodi della cultura, ed il popolo è sempre più ignorante.
L’altro giorno ho letto su un forum (il cui plurale sarebbe casomai “fora”, e non “forums”, ma lasciamo perdere) la parola “allestimento” scritta come “all’estimento”.
Sento spesso parlare di “albitri” che dovrebbero “espulgere” i giocatori, ed ho anche letto da qualche parte “ungi da me il tuo sguardo” (se è unto, magari scivola via…).

Sono errori, svarioni, può succedere ed io posso soprassedere.

Quello che mi manda completamente in bestia è l’errore sempre più comune nell’uso di

Piuttosto che

Ci sono tante persone che, pur di darsi un tono e parlare forbito, lo usano come congiunzione sostituendolo ad “o”.
Esempio pratico:

In estate vado al mare, piuttosto che in montagna, piuttosto che in campagna, piuttosto che in città.

Quelli che si esprimono così dimostrano soltanto ignoranza caprina, ed hanno tutto il mio disprezzo perché stanno cercando di uccidere la lingua italiana colpendola al senso stesso delle parole!

“Piuttosto che” significa “di più una cosa rispetto ad un’altra”, non può avere significati diversi, pertanto non lo si può usare in quel modo.

Dire “voglio andare al mare piuttosto che in montagna” dichiara una netta preferenza per la prima ipotesi rispetto alla seconda, non le mette assolutamente sullo stesso piano come sarebbe dicendo “voglio andare al mare o in montagna”.

Non si possono concatenare più occorrenze di “piuttosto che” nella stessa frase, se si vuole esprimere una preferenza rispetto a molti oggetti si può usare la congiunzione “o”:
“voglio andare al mare piuttosto che in montagna o in città”

Ecco che vi ho appena fornito (gratis) una semplice regola: se state dicendo due volte di fila “piuttosto che”, state di certo sbagliando!

Adesso non si potrà più dire che non ho fatto niente per tentare di salvare l’Italiano.
Se volete continuare a scimmiottare i conduttori di radio deejay, sappiate che su questo errore non transigo, quindi moderatevi almeno in mia presenza. Grazie.

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