Letto l’ultimo di Harry Potter, “i Doni della Morte“: non mi ha entusiasmato.

La Rowling ha dimostrato una buona capacità di ricucire insieme vari pezzi e costruirci sopra una storia plausibile (va bèh, si fa per dire…) senza arrampicarsi troppo sugli specchi, dato che sicuramente alcuni elementi dei vecchi libri non facevano parte di un disegno preciso.

Nonostante sia stata tappata una delle “falle” che avevo notato in precedenza, ovvero il fatto che nessuno potesse Materializzarsi ad Hogwarts ma gli Elfi lo facessero in tutta tranquillità, la storia è costellata di altre lacune e ingenuità e casca troppo spesso nella scorciatoia del “colpo di fortuna” per cavare d’impiccio i nostri eroi.
L’avventura si svolge in gran parte in un mondo troppo isolato dalla realtà, con un numero molto limitato di personaggi e lasciando troppo in sospeso gli eventi “esterni”.

Non scendo in particolari per non rovinare la lettura a chi lo volesse leggere e sia riuscito a sopravvivere fino ad ora alla mancanza di questa accortezza tipica delle maggiori testate giornalistiche italiane.

In definitiva è comunque un libro piacevole da leggere, anche se non regge il confronto con altri della saga.

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