Grazie ad un commento di Luca Ferretti al mio precedente post, sono venuto a conoscenza dell’esistenza delle opzioni di lockdown di Epiphany, il browser web del desktop GNOME.

Ovviamente, trattandosi di Software Libero e non semplicemente gratuito, ho subito modificato la configurazione del mio kiosk per sostituirlo ad Opera (che resta comunque un ottimo browser).
Le opzioni di lockdown possono essere attivate direttamente a mano da gconf, ma il tool apposito Pessulus si è rivelato molto comodo, dato che permette anche di impostare altri tipi di lockdown in un colpo solo.
Particolarmente utile, ad esempio,  l’opzione per disabilitare il salvataggio di files, che se abilitato consente all’utente di “curiosare” nel sistema tramite il pannello di selezione file.

Una cosa un po’ noiosa di Epiphany è che non ha un’opzione per disabilitare il recupero della sessione crashata, ed avendo impossibilitato la chiusura normale tramite Pessulus, il crash avviene ad ogni spegnimento della macchina.
Inoltre, a differenza di Opera, Epiphany non va a schermo intero se lanciato senza un window manager, ma va ad occuparne circa un quarto.
Per ovviare a questi inconvenienti ho confezionato un file .Xsession fatto così:

rm ~/.gnome2/epiphany/session_crashed.xml;
startfluxbox & epiphany-browser

La scelta del window manager è caduta su fluxbox (dopo aver provato anche icewm e addirittura fvwm) non tanto perché sia particolarmente leggero o agile, quanto perché è quello che mostra meno “roba” (icone, pannelli…) quando si avvia, lasciando più “pulito” il kiosk.

Su Epiphany ho installato l’estensione di Firefox FlashBlock, seguendo questa guida; è molto utile in un pc dove già un banner flash è sufficiente a dimezzare le prestazioni!

Quanto a chi mi invitava a provare Archlinux: per adesso non ho avuto voglia di reinstallare tutto su questa macchina, ma ho già scaricato la .iso e forse tra qualche giorno mi portano una macchina un pelo più performante, è solo questione di tempo… 😉

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