L’altra sera fatto l’esperienza unica di aprire una confezione contenente una schedina di memoria da 1GB della Kentron.

Dentro alla scatola di cartone c’è un “mattone” di plastica dura con stampate sopra le istruzioni: per “estrarre il prodotto [sic]” si deve tagliare una finestrella di plastica con delle forbici robuste, rompere due linguette vicino al gancio in alto e girare quest’ultimo fino a svitare completamente una vite di circa 15cm che sposta una cornicetta all’interno della quale finalmente c’è la scatolina della memory card.

Tralasciando il fatto che per usare la scheda ci vuole mezz’ora di lavoro ed una certa esperienza con puzzle e giochi tipo T.I.M., c’era proprio bisogno di sprecare così tanta plastica? L’inviolabilità delle memory card vergini è forse così importante da far passare in secondo piano sia l’ecologia che l’economia?

Intanto che aspetto la risposta ufficiale dalla Kentron, a cui ho appena scritto, butto giù un’idea per una legge che potrebbe esistere in un universo in cui ai governi importi qualcosa dell’ambiente (quindi non il nostro…): bisognerebbe tassare l’imballo all’origine; una SD confezionata in quel modo dovrebbe costare i suoi 9€ più altri 45 di tassa sull’imballo. La corsa all’imballo economico indotta si tradurrebbe automaticamente in una corsa all’imballo ecologico, con vantaggio per l’ambiente e svantaggio per chi inquina. Ma forse in quell’universo non ci sarebbe bisogno di una legge per fare ecologia…

AGGIORNAMENTO 10-07:

qui sotto la risposta inviatami da Kentron Italia:

LA SOLUZIONE “BLIDNER” PACKAGING RISOLVE IL PROBLEMA DEI FURTI PER LE MEMORY CARD E USB DRIVE
(4° ARTICOLO FURTATO NELLA CLASSIFICA FORNITA DALLA GDO).
I PUNTI VENDITA GRANDE DISTRIBUZIONE DOTATI ANCHE DI CAMERINI PER PROVE VESTIARIO, SONO VITTIME DI FURTI ORGANIZZATI E TROVANO RESTI DEI PACKAGING DA LEI MENZIONATI, FACILMENTE APRIBILI, A DECINE PER GIORNO.

COME NOTO, IL COSTO DEI FURTI E’ SCARICATO DALLA GRANDE DISTRIBUZIONE GENERALMENTE SUGLI ALIMENTARI E  VIENE QUINDI COMUNQUE PAGATO IN GROSSA PARTE DAI CONSUMATORI.

INOLTRE LE MATERIE PLASTICHE NON SONO TUTTE UGUALI.
IL MATERIALE PLASTICO DEL NS PACKAGING, NON E’ PVC COME QUELLO DEI COMUNI BLISTER .
IL PVC PRODUCE DIOSSINA NELLA FASE DI SMALTIMENTO MENTRE IL POLIPROPILENE DI CUI E’ COSTITUITO IL NS PACKAGING VIENE TRITATO E RI-UTILIZZATO AL 99% .
QUESTO ACCADE NORMALMENTE NEI PAESI DOVE LA CATENA DELLO SMALTIMENTO DIFFERENZIATO FUNZIONA….

INOLTRE, L’UTILIZZO DI QUESTO IMBALLO RENDE NON NECESSARIO IL “SAFER” DI PLASTICA IN  CUI VENGONO SOLITAMENTE ESPOSTI AL PUBBLICO I PRODOTTI DI QUESTO TIPO, I DVD OD I GIOCHI PER CONSOLLE.
IL SAFER HA UN CICLO DI VITA DI CIRCA 10-15 UTILIZZI PRIMA DI VENIRE SPORCATO O GRAFFIATO E LO SMALTIMENTO DI QUESTO ARTICOLO E’ ESTREMAMENTE DIFFICILE E COSTOSO IN QUANTO CONTIENE ANCHE PARTI IN METALLO CHE DOVREBBERO, A NORMA, ESSERE RECUPERATE.

IN CONCLUSIONE CREDIAMO DI AVERE BREVETTATO UN PACKAGING FUNZIONALE ALLE ESIGENZE DELLA NOSTRA CLIENTELA MA ANCHE A QUELLE DELLA ECOLOGIA , DATO PER SCONTATO UN CORRETTO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DA PARTE DEL CONSUMATORE ED UNA CORRETTA GESTIONE DELLE AUTORITA’ PREPOSTE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA.
PROVA NE SIA CHE IL NOSTRO PRODOTTO E’ VENDUTO ANCHE IN GERMANIA ED ALTRI PAESI NORD EUROPA CON LEGISLAZIONI IN MATERIA DI PACKAGING PIU’ AVANZATE DELLA NOSTRA.

Quindi a quanto pare un motivo ci sarebbe, e la plastica usata non sarebbe poi così inquinante… mah!
In ogni caso manca il simbolo del tipo di riciclaggio, questo qui:
riciclaggio
quindi non si tratta solamente di “legislazione”, ma anche di negligenza da parte loro.

Almeno però si son degnati di rispondere 🙂

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