Lo ammetto, il titolo l’ho messo per dare soddisfazione ai non toscani che sono tanto appassionati di questa imprecazione 🙂

Le vacanze di quest’anno sono state un ritorno ai luoghi dell’infanzia sia per me che per la mia fiancèe: il Tombolo della Giannella, dove entrambi eravamo stati più di vent’anni fa.

Per quel che mi posso ricordare, non ho notato molti cambiamenti, la zona è rimasta sempre abbastanza genuina, orientata verso un turismo tranquillo di gente che vuole godersi la spiaggia ed il mare senza troppe seghe; la spiaggia libera è ancora di gran lunga preponderante rispetto agli stabilimenti.

Durante la settimana circa di vacanza, abbiamo fatto alcune escursioni a piedi, consigliabili magari in periodi più freschi; la più lunga e faticosa quella ai Ronconali, sul monte Argentario, quasi tutta su strada ma con pendenze micidiali.
Interessante il percorso “le Torri” nel Parco della Maremma: è classificato come “difficoltà media” ma in realtà è una passeggiata, e consente di godere di splendidi panorami e di avvistare diversi animali.
Se si è furbi, si può iniziare l’escursione con un gruppo che parte la mattina presto, rimanere sulla spiaggia semideserta per qualche ora e poi rientrare con un gruppo pomeridiano. Noi non lo sapevamo.
Sempre parlando di itinerari a piedi, avremmo voluto percorrere il Tombolo della Feniglia, ma non ci è risultato possibile parcheggiare il mezzo ne’ dal lato di Port’Ercole, ne’ da quello di Ansedonia (che tra l’laltro non esiste…); Riproveremo fuori stagione.

Muovendosi in macchina invece vale senz’altro la pena di affacciarsi a Pitigliano, la città del tufo, dove si possono percorrere le Vie Cave ed assaggiare un’ottima acqua minerale dalle numerose fontanelle sparse per il paese.
Più a sud è carino anche il borgo di Capalbio, nonostante l’aria un po’ più “turisticizzata”.

La notte abbiamo dormito quasi sempre ad Albinia, dove facevamo anche una specie di wardriving per controllare la posta elettronica dell’albergo di Cristina e dare un’occhiata alle notizie.
È stato divertente attraversare il centro con il portatile acceso nello zaino che, grazie ad un mio script improvvisato, esclamava a piena voce gli ESSID delle reti non protette che intercettava 🙂
Negli ultimi due giorni abbiamo pernottato, ovviamente sempre “on the road” col Furbone, nel parcheggio per camper di Alberese, dove ci siamo trovati una volpe praticamente fra i piedi.

Nota dolente: dopo aver finito il gas, ho scoperto che adesso, grazie a nuove norme di sicurezza, è praticamente impossible ricaricare quel tipo di bombole e mi è toccato comprarne una CampinGaz che è costata quasi 80€ e costerà circa 30€ per ogni prossima ricarica 😦
Vabbè, vorrà dire che l’ho pagata coi soldi risparmiati non usando i campeggi…

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