Dopo circa quattro mesi dall’inizio, ho posto fine all’esperimento del “Global Menu” stile OSX.
Su alcune applicazioni mi ci sono trovato bene, specialmente Gimp, ma quando sono tornato al sistema tradizionale ho provato come un senso di sollievo…
Con buona pace di Alex Martelli (promotore del mio esperimento) e della legge di Fitts, il mio sollievo è probabilmente dovuto alla scarsa integrazione del Global menu nelle applicazioni che uso più di frequente (colpa delle applicazioni, nda) ed al comunque scarso uso che faccio della barra del menu: in genere uso quello contestuale o le scorciatoie da tastiera, o addirittura le mouse gestures.

Ho iniziato oggi invece un nuovo esperimento: l’uso del sistema a 64 bit. Fino ad ora l’avevo sempre evitato perchè mi pareva che, per l’uso medio, fossero più gli svantaggi ed i grattacapi che i vantaggi effettivi.
Installata senza problemi la versione Alpha6 di Ubuntu Intrepid Ibex e per adesso tutto è filato liscio, anche quelle notoriamente rompine come l’installazione del plugin flash (che è solo a 32 bit), ed il sistema mi sembra un po’ più snello, più scattante, ma forse è solo suggestione 🙂

Non sono proprio gli esperimenti dell’LHC, eh? 😀

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