Alcune api dell'apiario del mio babbo - foto by Ulisse

Che le api stiano rapidamente scomparendo, ormai non è più un mistero per nessuno, dato che per un po’ ha anche fatto notizia. Nel 2008 è stata una strage in tutta Europa, più o meno con le stesse proporzioni toccate all’apiario del mi’babbo, che è passato da 21 famiglie a solo tre.

La conoscenza delle implicazioni dell’eventuale scomparsa spesso si ferma all’idea di non avere più il miele. Bé, pazienza, si userà lo zuccero o al limite l’aspartame.
Un pericolo maggiore è però per l’impollinazione, alla quale le api danno un contributo veramente massiccio. Molte piante senza impollinazione non producono frutti, molte altre subiscono gravi cali qualitativi. Va bé, chi se ne frega, tanto ci abbiamo gli OGM che fanno tanto bene…

La causa principale della scomparsa delle api sembra ormai certo che sia sia l’uso dei pesticidi neonicotinoidi, sostanze che agiscono sul sistema nervoso degli insetti e non solo, e che vengono utilizzati mediate concia, ovvero vengono impregnati i semi e poi le piante crescono già avvelenate. Già di per sé è una cosa agghiacciante, ed infatti molti governi europei, prima la Francia, ne hanno già vietato l’uso.

Il problema è che ignoranza e corruzione sono di casa tra chi ci amministra e governa, e nonostante gli esempi degli altri paesi e le varie prove presentate durante una battaglia epica tra apicoltori, produttori di pesticidi e ministeri, il massimo che si è riusciti ad ottenere è stato un decreto legge di sospensione dei pesticidi in questione, senza specificare per iscritto per quanto tempo. Solo chiacchiere, in pratica.

I ragazzi di Apitalia promuovono un’iniziativa per far entrare l’ape nella lista delle specie in via d’estinzione, facilitandone così la protezione. Chi se la sente di dare una mano, può anche solo mettere una “firma” qui o informare e sensibilizzare la gente.

Non so come, ma ci vedo una certa similitudine col software libero…

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