In un mio precedente post ho accennato all’uso improprio che sto facendo del TomTom per il tracciamento dei miei voli in parapendio.
Nel (remoto) caso che qualcuno voglia imitarmi, riporto le modifiche che ho apportato al dispositivo per adattarlo allo scopo.

Disclaimer obbligatorio

Le procedure descritte qui sotto sono state applicate al mio TomTom One v3, molto probabilmente funzionano anche su altri dispositivi ma può darsi anche di no.
Consiglio di effettuare le operazioni solo a chi è abbastanza esperto della struttura e del funzionamento del TomTom e di Linux in generale.
Non assumo responsabilità alcuna nel caso il vostro dispositivo si trasformi magicamente in un fermacarte, o perdiate dati importanti o la strada di casa o addirittura la vita perché invece di pensare pilotare il parapendio stavate aggeggiando col TomTom e vi siete schiantati.
Volate sempre col casco allacciato ed il paracadute d’emergenza ben revisionato.
Fate sempre non uno ma due backup completi di tutto il contenuto della memoria dell’apparecchio prima di fare qualsiasi modifica.
Non venite a rompere le scatole a me se avete fatto qualcosa che non eravate in grado di fare e adesso non sapete tornare indietro.
Sapevatelo!

TrackLogging

Innanzi tutto, per registrare dei tracciati c’è bisogno di un software apposito; tra i vari disponibili, la mia scelta è caduta su TTTracklog per la sua semplicità e per il fatto che possa convertire direttamente i dati NMEA rilevati in file gpx.

L’installazione è molto semplice, si tratta di decomprimere l’archivio scaricato, entrare nella cartella così ottenuta e copiarne tutto il contenuto nella radice del TomTom.
Consiglio vivamente l’analoga installazione del pacchetto degli extra, che aggiunge nel menu i pulsanti per l’attivazione e lo spegnimento del tracklogger, altrimenti ad averlo sempre attivo ci si ritrova con una marea di dati inutili e la memoria flash piena.
Installando gli extra viene chiesto di sovrascrivere un paio di file installati con TTTracklog: si può tranquillamente farlo come ignorarlo, i file sono leggermente diversi, ma si equivalgono nel contenuto.

Delle varie personalizzazioni possibili, ho aggiunto al file TTTracklog-wrapper (nella cartella /bin) solo le opzioni:

-i -gi2

che dicono al programma di non produrre file .itn (inutili per il volo) e di registrare un punto ogni due secondi, invece del valore predefinito di un secondo, per limitare la dimensione dei file.

Una volta attivato, il programma comincia a salvare i dati rilevati in un file nmea-yyyy-mm-dd.log nella cartella statdata, quando viene disattivato salva anche un file yyyy-mm-dd.gpx (che è quello che ci servirà) nella stessa cartella ed un file yyyy-mm-dd-TTTracklog.txt nella cartella text.


Aumentare la durata della batteria

Un grosso inconveniente di questo uso improprio del TomTom è che, non disponendo di una presa per l’accendisigari, dobbiamo affidarci unicamente all’autonomia della batteria interna, che spesso e volentieri non supera i 40 minuti.
Mentre per i miei voli attuali tale autonomia è ampiamente sufficiente, la speranza è che andando avanti non basti più, quindi bisogna trovare un modo di prolungarla.
Il ricevitore GPS di per sé non consuma molto, l aparte più affamata di energia del TomTom è senz’altro lo schermo, ma dato che lo terremo in tasca, perchè non spegnerlo?

Ci viene in aiuto l’applicazione Blackout di Joghurt, un teutonico appassionato di Linux e Tomtom.
L’installazione è stata resa più facile per gli utenti di windows, poverini, che possono disporre di TomTomHome, e per contro è stata resa un pelo più complicata per noi Pinguini, ma mica ci fermeremo davanti ad un semplice comando da dare nel terminale? 😀
Dallo zip scaricato dal sito del teutonico, si ignori bellamente il file .toc e si estragga solamente il .cab, dal quale poi si estrae il contenuto vero e proprio con  un comando analogo a questo:

cabextract Blackout_12.cab

(nel caso cabextract non risultasse installato nel sistema, si provveda ad installarlo dai repository, non c’è distribuzione che non lo abbia!)
Si otterranno due cartelle, Balckout e SdkRegistry: vanno copiate come al solito nella radice del TomTom, unendo tranquillamente la seconda a quella già presente.

Et-voilà, nel menu adesso c’è un simpatico bottone che sfiorato spegne lo schermo! Un momento prima dello spegnimento viene mostrato nell’angolo in alto a sinistra un mazzo di chiavi: sfiorandolo si blocca lo schermo, nel senso che per riaccedere alla modalità normale sarà necessario toccare il mazzo di chiavi negli altri tre angoli. Anche così però ad ogni sfioramento lo schermo si riaccende per qualche secondo, e se lo teniamo in tasca è probabile che sarà sfiorato abbastanza spesso.
La soluzione a quest’ultimo inconveniente è molto hardware: se la si possiede, si può utilizzare la custodia semirigida del TomTom, altrimenti un pezzo di cartone/legno/plexiglass tenuto con un elastico davanti allo schermo è perfettamente efficace! 😀

Semplicemente spegnendo lo schermo, l’autonomia del mio TomTom One è arrivata a 5 (cinque) ore! Quando farò voli più lunghi di cinque ore, saro sicuramente già dotato di un dispositivo GPS dedicato al volo libero 🙂

Anche se non comporta un grosso risparmio di energia, è buona norma ricordarsi di disattivare anche l’audio mediante l’apposita voce nel menu: è meglio non farsi distrarre dal pilotaggio dalla segnalazione di qualche autovelox nel fondovalle 😀


Correzione dell’altitudine

L’altitudine misurata dal TomTom, come dalla maggior parte dei dispositivi GPS, è relativa all’ellissoide di riferimento, mentre quella che interessa a noi è quella reale, ossia relativa al geoide; si rende necessario quindi effettuare una correzione.

Nella configurazione di TTTracklog (solo dalla versione 1.14 in poi) è presente l’opzione  -amc per sottrarre un valore fisso all’altitudine misurata, ma questo metodo è molto approssimativo e sebbene possa funzionare abbastanza bene per le brevi distanze che si percorrono in volo libero, si renderebbe necessario cambiare il valore ogni qual volta ci si rechi a volare in qualche posto distante.

Una alternativa abbastanza semplice è l’utilizzo di GPSbabel sul file .gpx nel seguente modo:

gpsbabel -i gpx -f in.gpx -x height,wgs84tomsl -o gpx -F out.gpx

(anche gpsbabel si trova nei repository delle principali distribuzioni linux)

In ogni caso, si tratta seghe mentali®: il TomTom nasce per la navigazione terrestre e la sua precisione altimetrica è abbastanza approssimativa, un metodo vale l’altro.

UPDATE: ho notato solo ora che è stata aggiunta anche l’opzione -agc, per la correzione automatica riferita ad un geoide semplificato, probabilmente se funziona è la soluzione migliore, ma ancora la devo provare.


Utilizzo dei dati

Tra i modi più gustosi di utilizzare i dati ottenuti c’è sicuramente quello di importarli in GoogleEarth per vederseli in 3D. L’importante è ricordarsi, durante l’importazione, di togliere la spunta alla voce “aggiusta altitudine al terreno”, altrimenti i nostri voli diventano passeggiate! 😀

Un altro metodo altrettanto gustoso è l’uso di GiPSy, un’estensione per Firefox, che consente di tenere un database locale dei voli, isolando il volo vero e proprio dalle parti di tracciato che non interessano mediante una comoda interfaccia grafica.
GiPSy fornisce inoltre alcuni dati interessanti relativi al volo, come le massime velocità di ascendenza e discendenza ed il guadagno di quota totale, e permette di esportare direttamente un file .kml del volo, col quale si ottiene un risultato molto più gradevole rispetto all’importazione diretta in GoogleEarth.

L’estensione è strettamente legata al sito XContest, una specie di campionato mondiale di parapendio aperto a tutti gli intestatari di licenza di volo, nel quale  ai tracciati dei vari piloti vengono assegnati dei punteggi, secondo delle regole precise, e viene poi stilata una classifica. Se si è registrati come piloti, con GiPSy può gestire anche l’upload dei tracciati.

L’estensione non è ancora Free Software, per via di alcuni componenti non liberabili, ma ho parlato con l’autore e sembrerebbe intenzionato a rilasciare il codice sorgente (eccettuate le parti ristrette) entro la settimana prossima! 🙂

Varie ed eventuali

Se si utilizza un menu personalizzato, è più complicato inserire le voci relative a TTTracklog, ma è possibile far comparire una funzione nascosta del TomTom: il visualizzatore di testi.
Per attivarlo bisogna inserire la voce:

MENUITEM|TASK_DOC_BROWSER|

nel file della struttura del menu.
Il visualizzatore di testi va a pescare il contenuto della cartella text, guardacaso proprio quella dove TTTracklog salva il sunto del tracciato. Utilizzandolo è possibile analizzare in linea di massima il risultato di un tracciato direttamente sul campo, appena atterrati.

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