Sono appena tornato dal mio primo volo dall’altopiano delle Pizzorne, durante il quale per la prima volta, grazie soprattutto al variometro, ho girato una termica, riguadagnando diverse centinaia di metri di quota.

Giancarlo purtroppo non è stato altrettanto fortunato, soprattutto perchè non essendo riuscito ad individuare l’atterraggio è andato ad atterrare in una vigna a quasi mezzo kilometro di distanza.

Nel pomeriggio ha cominciato a piovere e ci siamo ritrovati tutti pigiati sotto ad una tettoia per il rinfresco della festa organizzata dall’agriturismo vicino all’atterraggio, e mentre eravamo lì abbiamo visto un pazzo decollare, abbiamo seguito tutto il suo pericolosissimo volo (se si chiude un cassone della vela bagnato, si incolla e difficilmente si riapre!) finchè bagnato come un pulcino non è venuto ad atterrare accanto al barbecue, ricevendo una buona dose di insulti.

Il volo delle Pizzorne è sicuramente stupendo da un punto di vista paesaggistico, e lo spazio disponibile è così tanto che anche se ci fossero 50 persone in aria, non ci sarebbero problemi lo stesso; tutto questo compensa ampiamente la lieve tensione dovuta alla distanza elevata dell’atterraggio, a mala pena raggiungibile con le vele da principianti se non si becca qualche termica.