Una parola riassume abbastanza bene quello che ha suscitato in me l’aggiornamento di Ubuntu alla versione 11.04 “Natty Narwhal”: disappunto.

Il processo di aggiornamento non è andato a buon fine, mi è toccato smanettare un sacco a mano per riavere un desktop usabile, ma questo potrebbe essere colpa mia e del sistema mantrugiato che sono andato ad aggiornare; mi auguro che ad un utente medio, con tutti i pacchettini standard installati, le cose vadano più lisce.

La performance del sistema in generale mi è parsa diminuita, soprattutto per quanto riguarda l’accelerazione 3D: è vero che la mia scheda Ati/AMD vuole i suoi driver proprietari per funzionare correttamente, e che appunto essendo proprietari non sono modificabili dal team di Ubuntu, ma è anche vero che sulla release 10.10 facevano alla grande il loro porco dovere, con compiz e tutti i lustrini attivati, mentre su Natty anche solo spostare una finestra faceva rimpiangere i tempi di windoznovantacinque… meno male che il Basu mi ha passato la sua vecchia scheda Nvidia.

Veniamo al sodo: Unity!
Giuro che ci ho provato ad usarlo, ma è proprio più forte di me, non riesco a sentirmici a mio agio. Mi da una sensazione di poca coerenza, di un’interfaccia creata accozzando alla bell’e meglio dei pezzi presi qua e là…
Ci sono dei buoni spunti, ma nel complesso rendeva molto sgradevole la mia permanenza davanti al pc.
Fortunatamente esiste un PPA con i pacchetti di Gnome3 che funziona relativamente bene, e pare che dalla prossima release Gnome3 entrerà di diritto nei repository ufficiali di Ubuntu, garantendo una scelta vera tra Gnome-shell ed Unity anche per l’utente “normale”.
Non voglio dire che Gnome3 sia perfetto, mancano ancora un sacco di dettagli e limature qua e là (ad essere buoni), ma almeno offre un’esperienza coerente e soprattutto sta fuori dalle scatole permettendo di focalizzarsi su quello che si sta facendo, e non su quello che ci sta intorno.

Durante il difficile processo di aggiornamento sono anche passato per l’installazione di Fedora 15, che ha Gnome3 di default e mi ha piacevolmente sorpreso per velocità e fluidità. Purtroppo non riesco a sorpassare il mio odio per gli RPM, e nonostante al giorno d’oggi non sia richiesto di interagirci direttamente, in qualche modo li sento, e mi turbano. 😀
Per ora Fedora ce l’ho sul netbook, poi si vedrà.

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