Oggi gran parte della banda dei volatori delle Pizzorne ha migrato a Prato Fiorito; io e Giancarlo non lo sapevamo e siamo andati comunque in Pizzorne.
In volo oltre a noi e due delta c’erano anche l’Antoni e Ivan, mongolfierista di Firenze; Giancarlo e l’Antoni hanno circa bucato cercando le termiche troppo a valle, mentre io ed Ivan ce la siamo giocata girando insieme la stessa termica, a pochi metri di distanza, ma io l’ho spuntata meglio: sono rimasto in volo per circa tre quarti d’ora, raggiungendo i 1600 m mentre gli altri mi guardavano invidiosi dall’atterraggio 🙂

Alla fine è stato quello che i locali chiamano “il solito voletto delle Pizzorne“; sarà che volo da poco, ma io ancora mi entusiasmo per voli come questo!

Il vento meteo era leggero da nord-est, mentre in bassa quota prevaleva la brezza di mare, che arrivava da sud-ovest in atterraggio, le basi erano intorno ai 2000 m e la giornata è andata maturndo nel pomeriggio: se fossimo stati in volo alle 15 probabilmente avremmo potuto girare tutta la piana in libertà, per atterrare magari a Lucca sui prati intorno alle mura. La prossima volta…

Mi ero quasi dimenticato di scrivere dell’evento interessante accaduto in atterraggio!
È risaputo che l’atterraggio delle Pizzorne accoglie i piloti con delle simpatiche bolle di aria calda che proprio nel momento clou dell’atterraggio ti rialzano di quei due o tre metri sufficienti a farti arrivare lungo.
Oggi l’accoglienza non è stata da meno, quando ero circa a tre metri da terra mi son sentito sollevare bruscamente di, uhm, direi un paio di metri, ma la cosa interessante era la disposizione delle spighe sotto i miei piedi: formavano una ben definita spirale! Sono praticamente atterrato nel mezzo ad un dust devil! Meno male che il mulinello ha interessato la vela solo dopo che avevo i piedi in terra, limitandosi a girarla da una parte e buttarla giù di lato…

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