Nello scorso fine settimana sono stato ad AvetoInAria, una manifestazione di volo libero a Santo Stefano d’Aveto (che si pronuncia Àveto, non Avéto) insieme ai Bovi.
Il programma della manifestazione prevedeva l’inaugurazione di un decollo ed una gara di centro, oltre ad una cena tutti insieme in un ristorante lì vicino. Abbiamo fatto tutto 🙂

Sabato 9

Il tempo sabato non è il migliore per il decollo del Monte Bue, c’è vento abbastanza teso da dietro, ed i pochi che si arrischino a decollare lo fanno approfittando degli sbuffi di brezza termica dal davanti, per poi trovarsi subito ad attraversare il sottovento. Alcuni, una volta fuori, riescono ad agganciare e si fanno un bel volo, con condizioni a tratti anche troppo forti (Enzo, un locale, faceva la vite con gli orecchi e continuava comunque a salire…), altri più sfortunati bucano subito e sono costretti ad andare in atterraggio.
Io, che di indole sono restio a decollare nei sottovento, rimango coi piedi ben piantati in terra.

Verso le cinque e mezzo, Fabio (uno degli organizzatori) insisteva a dire che aveva prenotato un po’ di restituzione termica per quell’ora, la chiusura degli impianti di risalita si avvicinava, ed io me ne vengo fuori con una trovata: perchè non andiamo a decollare da quel monte lì di fronte, il Groppo Rosso? Lì il vento è sicuramente davanti!
Fabio si entusiasma all’idea, dopo tutto dalla fermata intermedia della seggiovia c’è da camminare meno di un’ora e quasi in piano, la cosa è fattibile!
Formiamo una squadra Tosco-Ligure composta da me, Giovanni e Paolo per la Toscana, Fabio ed Enzo per la Liguria ed Emilia che è Ligure in fase di Toscanizzazione.
Purtroppo due bovi, Mauro e Maurizio, per problemi vari, ripiegano verso casa. Peccato, ci mancheranno!

Ci incamminiamo per il sentiero ed ovviamente sbagliamo strada: invece di arrivare alla base del Groppo Rosso, dove si trova il decollo “ufficiale”, ci arriviamo in cima.
Giusto il tempo di scambiare due opinioni e decidiamo, invece di tornare indietro, di inaugurare un nuovo decollo proprio lì 🙂
Lo spazio per alzare la vela non manca, ma pochi metri più avanti il pendio diventa gradualmente uno strapiombo: non è il temuto decollo a scalino tanto proibito dai manuali, ma non se ne discosta molto, non c’è molto spazio per ripensamenti.


La brezza è tesa e lineare in maniera rassicurante, partono Enzo e Giovanni senza problemi, poi vorrei far decollare Emilia ma lei mi prega di partire prima io. La accontento e poi mi ricordo solo in atterraggio che lei ancora non sa partire alla francese, ed infatti dopo un paio di tentativi all’italiana è costretta a desistere e, accompagnata da Fabio, tornare giù a piedi.

Nel frattempo io in atterraggio faccio quasi centro:

Aggiornamento: altro angolo visuale, cortesia di GenovaEst 🙂

La sera si cena (quasi) tutti insieme in un ristorante poco distante, al Lago delle Lame, e poi si torna a passare la notte in campeggio libero all’atterraggio.

Domenica 10

La domenica mattina il tempo promette subito meglio, anche se è ancora da dietro, ma l’intensità è talmente bassa che nel giro di poco la brezza prevale.
Decollo comunque all’italiana e vado a cercarmi le termiche sopra ad una parete di rocce nude esposte al sole; vengo premiato e comincio a salire, dopo un po’ mi sposto sopra ad una parete più alta e salgo ancora più veloce, finché non aggancio un bel cumulo che mi tira su a +6 e vado in base a 2140m.
L’ascendenza continua a tirare bene, memore dell’esperienza di Enzo del giorno prima mi spavento un po’ e decido di uscire da sotto il cumulo (comunque soddisfatto, capperi, è la prima volta che passo i 2000!); punto verso il centro valle, nel mezzo del quale trovo un batuffolo di cumuletto più basso di me; perchè non attraversarlo?
Volare in nube, quando ci si va volontariamente, è fantastico! Tutto bianco intorno, sopra, sotto, non si vede nemmeno la vela e i cordini spariscono nel nulla!

In atterraggio trovo Giovanni ed Emilia e scopro che uno dei due ha tentato di fare il merlo ed è atterrato su un alberello (fortunatamente senza riportare alcun danno); per riservatezza non dirò chi è stato, ma comunque non era Giovanni 😀

Nel pomeriggio riproviamo a volare ma non riusciamo a fare più che un buco nell’aria.

Aspettiamo in atterraggio la premiazione della gara di centro, dove scopro inaspettatamente di essere arrivato sesto su ventidue, non male!

Si riparte e, come nel film, si torna a casa lessi, ma soddisfatti di aver passato un bel fine settimana.

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