Nello scorso fine settimana, insieme ad un nutrito gruppetto di volatori, siamo stati in gita sul Monte Cucco, paradiso dei deltaplanisti, dove abbiamo avuto la sfacciata fortuna di trovare due giorni perfetti invece per il parapendio!

La nostra sede operativa è stata l’Ostello del Volo a Sigillo, un ostello gestito da una coppia di ragazzi simpaticissimi, con prezzi molto economici, cibo ottimo ed a duecento metri dall’atterraggio, cosa si può volere di più?
(forse un’altra camera, dormire insieme a Giovanni che russa è un po’ come dormire in una segheria…)

Il Sabato sono decollato per il primo volo pensando di fare una planata o poco più per prendere familiarità col luogo, ma dopo un inizio faticoso, in cui mi sono dovuto sudare ogni metro di quota guadagnata, sono riuscito ad agganciare una bella termica, sono arrivato sopra la vetta del Cucco a circa 1700m e poi sono tornato a fare top-landing sul decollo. Diciamo che la dimestichezza l’ho presa… 🙂

Dopo un po’ ho deciso di decollare di nuovo ed ho fatto un buco clamoroso, per evitare di andare nel bosco sono atterrato alla base dei prati sommitali, a metà pendio, sono risalito un po’ a piedi spostandomi più a nord e da lì sono ripartito verso l’atterraggio. Poco elegante, ma è tutto mestiere che entra.

Con il terzo volo ho preso un po’ le misure ai dintorni del decollo e dell’atterraggio, cercando di capire dove potevano formarsi le termiche migliori.

La Domenica l’ho cominciata subito con un volo meraviglioso, ho agganciato bene subito davanti al decollo ed ho provato a spostarmi un po’ verso Sud, ma non teneva e sono tornato al decollo a ricaricare quota nella stessa termica, ancora potente; mi sono diretto allora verso il Nord e circa sulla vetta del Cucco ho agganciato un bel cumulo che mi ha portato, con qualche scossa, fino quasi a 2300m. Ho continuato a risalire il vento cercando di agganciare anche il cumulo successivo, ma era lontano e le discendenze tra i due mi hanno schiacciato un bel po’ giù. Probabilmente sarei riuscito ad arrivare all’ascendenza ancora abbastanza alto, ma mi scocciava l’idea di atterrare fuori campo e scomodare qualcuno per il recupero, ed ho quindi optato per tornare in atterraggio. Qui c’è la traccia GPS del volo.

Risalendo per recuperare i mezzi in decollo, mi sono concesso un’altro voletto in restituzione termica, godendomi in pieno relax le condizioni lisce lisce, turbate solo a tratti da qualche svizzero che non dava la precedenza.

Per il Lunedì era previsto vento forte ed abbiamo deciso di andare a provare il volo più basso di Gubbio; è stato quasi una planata, ma la suggestività del paesaggio ha reso il volo gradevolissimo e ci ha fatto chiudere la gita in bellezza.

Neanche un’ora dopo che eravamo atterrati, aveva già cominciato a piovere. Siamo proprio stati fortunati!

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