Ieri mi sono fatto due voletti nei soliti posti, ma entrambi hanno avuto il loro piccolo punto d’interesse.

Nel primo, in Pizzorne, poco dopo il decollo mi son beccato una bella chiusura frontale di un buon 90%, che fortunatamente si è risolta da sola nel giro di pochissimi istanti (è il vantaggio di volare con vele basiche).
La sensazione è strana, si sentono i comandi diventare leggerissimi e un istante dopo si è privi di peso (leggi: si precipita), poi si sente il gran botto della vela che si riapre e ci si ritrova di nuovo in volo; questo è il punto più delicato perchè si deve smaltire l’energia cinetica accumulata precipitando, la vela cerca di farlo volando più veloce, e bisogna frenarla il giusto per evitare che ci passi davanti.
Tutto sommato non è stato spaventoso, diciamo che non c’è stato il tempo di spaventarsi, ma la prossima volta sicuramente starò più attento al sottovento.

Nel pomeriggio, grazie alla cortesia di Giovanni che ci ha accompagnati in decollo, siamo andati a fare due ravanate a Diecimo, dove ci siamo goduti (io e il Gianca da soli) un’ora buona in una morbidissima dinamica.
Allla fine del volo, una volta usciti in vallata, per non sprecare inutilmente la quota sull’atterraggio avevamo deciso di provare ad innescare una vite picchiata, che è una manovra.
Diciamo che mi sono fatto prendere un po’ troppo dall’entusiasmo e la vite l’ho innescata bene bene, al punto che il variometro ha emesso un ronzio tetro che non avevo mai sentito, ha registrato un bel tasso di caduta di -11.4 m/s ed io ho provato un certo senso di nausea e la testa leggera…
Non sono uscito dalla manovra in maniera estremamente elegante, ho fatto un paio di belle pendolate ed ho preso anche una piccola chiusura laterale, ma per essere stata la mia prima vite, sono abbastanza soddisfatto.

Ah, ho avuto più adrenalina qui che nel frontale in Pizzorne 😀

 

p.s.: sulla via del ritorno Giovanni, al telefono con TestaDiLegno, ha definito me e Giancarlo “due Bovi”! È un onore indicibile! 🙂

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