Per essere fine Ottobre non è andata affatto male!

Sabato sono stato in Pizzorne, ho decollato piuttosto tardi, quasi le tre, ma chi era partito prima ha bucato quasi subito, e mi sono fatto quasi un’ora di volo con leggerissimo vento da Est.
Le termiche c’erano, seppure debolucce e spezzettate; per guadagnare qualche metro di quota bisognava sudare sette camicie, ma alla fine ce l’ho fatta a raggiungere la quota dell’inversione termica, poco meno di 1400m.
Ho fatto un ottimo atterraggio con un’ampia virata intorno al campo per smaltire la quota, ed ho poggiato dolcemente i piedi a terra due metri davanti all’Antoni che mi stava fotografando (aspetto ancora di vedere il suo powerpoint). Considerato che come pubblico c’erano tutti i piloti di San Giuliano, ho proprio tenuto alto l’onore della scuola! 🙂

Domenica, sempre in Pizzorne, sembrava una fotocopia sbiadita di sabato: le termiche erano ancora più deboli e spezzate, la quota dell’inversione era più bassa ed i piloti in trasferta da San Giuliano erano meno…
Per conferma, anche il volo è stato più sbiadito: poco più di mezz’ora di lotta per rimanere aggrappati al pendio ed un atterraggio normale.

Lunedì le condizioni erano ancora meno promettenti ed abbiamo optato per Diecimo, dove ogni tanto una razzolata non si disprezza. Tre quarti d’ora di volo in dinamica pura, con dei rafficoni che ti sparavano su anche a più di 3 m/s.

Non sono certo i voli che si possono fare in primavera o in estate, ma sono sicuramente un’ottima palestra per affinare tecnica e sensibilità ed aggiungere esperienza al proprio bagaglio, che è la cosa fondamentale in questo sport.
Ho notato la differenza proprio nei due voli in Pizzorne: ad inizio stagione, atterrare col vento da Est mi metteva una certa angoscia, adesso quasi mi piace di più e mi da più soddisfazione!

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