Sta imperversando per la rete una storia riguardo alcuni file audio che, tramite l’effetto dei battimenti, indurrebbero nel cervello delle vibrazioni a bassa frequenza con effetti psicotropi.

Così di primo acchito non sono scettico: la tecnica è fisicamente plausibile, gli effetti psicotropi non li escludo, dato che la musica è nata proprio per motivi simili, e non sono affatto sorpreso di vedere che a qualcuno è venuto in mente di guadagnarci qualcosa.

L’approccio dei media italiani, ovviamente, ha per l’ennesima volta dimostrato l’ignoranza di chi in teoria ci dovrebbe “informare”, cavalcando la (poco felice) scelta della compagnia di chiamare i files “dosi” e riferirsi ad essi come se fossero droghe “reali” e parlando di eventuali interventi delle forze dell’ordine per “estirpare” questa nuova e pericolosa droga (di cui non si conoscono gli effetti e dalla natura tra l’altro completamente legale).

Ora, basta farsi un giro su internet per capire che la maggior parte dell’effetto di queste potentissime droghe proviene sostanzialmente dallo stato di rilassatezza richiesto dalla “somministrazione”, nonchè da una buona dose di autosuggestione… che pericoli vuoi che produca una pennichella del genere? Nulla da fare, secondo il TgCom addirittura:

“L’I-Doser all’inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare dai 5 ai 10 euro”, dice il colonnello Rapetto. “E su questo si può immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili più volte”.

…già mi aspetto delle cosche di nudisti new-age che spacciano mp3 agli angoli delle strade! :D

In attesa che questa nuova “droga” venga usata come ulteriore scusa per censurare la rete, approfitto della libertà attuale per farmi un po’ di questo zampirone che è allucinogeno per davvero, provare per credere!